Lucania…regione poco conosciuta, regione aspra e selvatica, difficile da raggiungere, una terra incandescente sotto il sole estivo ed impervia sotto le nevi invernali, una regione che mostra tutta la sua splendida nudità. Molte città e paesi, molti luoghi e paesaggi spesso sconosciuti, nascosti o ai margini dei grandi itinerari turistici nazionali hanno dato i natali a grandi Autori, poeti o scrittori, sono stati oggetto di descrizioni spesso profonde e suggestive, sono stati protagonisti di vicende struggenti ed appassionanti, palcoscenici naturali di vita quotidiana, vissuta con intensità, sofferta con poesia o descritta con divertente ilarità. Questi teatri naturali, spesso unici nel loro genere, incastonati negli apici dei monti, confusi nell’ombra dei boschi o abbagliati dal sole delle valli sono stati visitati spesso attraverso l’immaginazione dei lettori senza però essere stati da loro conosciuti.
I brani di una poesia, la cronaca cruda di una vita di stenti, le note di una antica canzone o le parole semplici di una filastrocca dirette ad un personaggio immaginario, ad una montagna possente o ad un fiume pigro possono aver creato nella immaginazione del lettore una opinione così personale e soggettiva da stimolare spesso in lui il desiderio di verificare sui luoghi reali tali sensazioni e scoprire così i riscontri geografici, storici e luoghi, i colori, i profumi delle cose immergendosi in esse per carpirne i segreti.
ll paesaggio lucano così singolare ed unico mostra in una superficie poco estesa aspetti, fenomeni di dissesto del territorio che costituiscono uno dei problemi più rilevanti ed affascinanti della regione poiché alla facilità di erosione dovuta all’azione dell’acqua si associa un regime pluviometrico caratterizzato da precipitazioni concentrate in un breve periodo dell’anno.
“Le argille cominciarono a sciogliersi, a colare lente per i pendii, scivolando in basso, grigi torrenti di terra in un mondo liquefatto” Carlo Levi.
In corrispondenza dei due fiumi Agri e Sinni si innestano le due strade di penetrazione che delimitano e racchiudono la splendida valle. La vista amplissima tra boschi di querce e castagni, le strade tortuose, gli antichi abitati arroccati sui rilievi, i sentieri, le mulattiere che s’inerpicano sui monti, ed ancora lo scorrere lento ed irregolare dei due fiumi sopra un letto di ciottoli bianchi regalano scenari suggestivi ed unici nel loro genere. Ma ecco che d’un tratto, attraversato il fiume Agri e dirigendo verso Aliano i luoghi cambiano repentinamente.
Oltre l’ampia zona coltivata si estende l’aera dei calanchi, uno degli ambienti più suggestivi della Basilicata, evocati, richiamati, temuti da Carlo Levi nella sua opera “Cristo si è fermato a Eboli”.

I MUSEI

Casa di confino di Carlo Levi

Museo storico di Carlo Levi

Museo della civiltà contadina